
Un rally raid si gioca su decine di chilometri di polvere, finestre temporali strettissime e una logistica frammentata. Il problema tipico di questi eventi è il disallineamento: chi stampa le locandine non parla con chi fa i video, i contenuti social arrivano in ritardo e l'identità dell'evento si disperde.|
Il nostro piano è stato fare da unico hub creativo e operativo: abbiamo progettato l'identità visiva a monte per poi declinarla su ogni touchpoint, gestendo in prima persona sia la produzione cartacea prima del via sia la copertura multimediale live durante la gara.
Abbiamo costruito un key visual ad alto impatto, pensato per reggere la prova della velocità e della leggibilità istantanea, declinandolo su supporti fisici molto diversi tra loro:
Mentre operatori e dronisti sono sul percorso, il materiale passa subito a grafici ed editor in studio: selezione, post-produzione e montaggio avvengono in parallelo alla gara. Chi segue l'evento riceve contenuti rifiniti e ad alto impatto mentre le auto sono ancora sul tracciato, non giorni dopo.
Per chi organizza significa niente rimpalli tra fornitori diversi, zero ritardi e un racconto visivo continuo che valorizza l'evento e gli sponsor in tempo reale.
Nello sterrato i contenuti scadono nel momento in cui i motori si spengono. Abbiamo impostato una pipeline snella direttamente dal paddock:
Chiudere un progetto del genere significa dimostrare che cura estetica e tenuta logistica possono viaggiare alla stessa velocità. Per noi, questo lavoro è la sintesi esatta del nostro approccio: zero passaggi a vuoto, controllo diretto su tutta la filiera visiva e asset che continuano a generare valore per l'organizzazione anche a motori spenti.
